lunedì 24 gennaio 2011

Un Attimo Ancora

Dicendo che non avrei mai voluto scrivere questo post, inzio:

Non so se sia finzione o realtà. C'è una grande rabbia dentro.
La rabbia di un male che si radica infimo e subdolamente,

che scava in profondità silenziosamente, costruendo le basi ed ergendo un castello,
che inaugurerà d'improvviso, con cannonate assordanti che scuotono nel profondo.

Ogni male cade come una saetta che dritta atterra nei cuori, riportandoci alla realtà,
spazzando via ogni punto fermo, insinuando nell'anima un senso di disperazione e rassegnazione.
La grande macchina della vita non si ferma e non guarda in faccia nessuno,
non tiene conto degli affetti e dell'età, delle persone e della giustizia, colpisce e strappa, irride e inganna, schiaffeggia e redarguisce tutti.
Eppure Dio è il salvatore degli uomini, ma non lo vedo.
Si sentirà solo l'eco del silenzio, e ti osserverò mentre sbatti la testa contro il muro,mentre sputi veleno contro Dio e contro il Diavolo, contro l'uomo e contro le bestie, contro ogni maledetto giorno e ogni maledetta notte, contro ogni gesto che ti ricorderà di essere vivo, contro quel formicolio sinistro che galoppa sul corpo come mille cavalieri pronti all'assalto.

Ci raccogliamo come foglie ai bordi della strada, soli e indifesi, attendendo la folata di vento che ci sposterà più avanti, ancora un pò, ogni giorno.