giovedì 29 dicembre 2011

Lo Racconta il Fuoco


E ritrovarsi come un boscaiolo di fronte al focolare, nella casa di legno sommersa dalla neve sulla punta malvagia della montagna.
Non c'è nulla di più sacro del fuoco. Questo parla. Sussurra cose in una lingua che scricchiola e che ipnotizza. A volte è bassa, ma altre volte sembra adirarsi e sibila e scoppia, dipende dai pensieri della persona che lo fissa.
Immaginate la casa nella penombra ornata dalla flebile luce che deforma ogni profilo della casa, e proietta tante ombre che danzano sui muri e sul pavimento. Sono i ricordi che tornano, i fantasmi del passato che prendono vita. Li, affondato nella poltrona di stoffe, giace pensoso il boscaiolo, che inebriato dal calore che gli soffia in faccia, sta con gli occhi spalancati a spiare le fiamme, a cercare di cogliere la loro lingua arcana, talmente le spia a lungo che il corpo non si scorge, è celato dal buio, mentre mostra solo il viso reso arancione dal bagliore del fuoco, sfoggiando due occhi apparentemente privi di vita, persi in quel turbinio di calore e luci, in quella danza fiammesca propria di una menade, che posseduta dal Dio, inizia a divincolarsi e a muoversi come una serpe che muore.
Fuori il mantello nero della notte adagiava candidi cristalli di neve che scendevano copiosi ricoprendo tutto. Il Boscaiolo, con gli occhi ancora sbarrati, iniziò pian piano a reclinare il capo sulla spalla, in preda al sonno che corse veloce verso di lui.
Lingue di fuoco ora prendevano vita, sollevando l'uomo e accarezzandolo.
Grossi spirali di fumo iniziavano a levarsi dal corpo. Le mani ardenti lo consumavano. Il volto sempre addormentato, mostrava una sinistra tranquillità, nonostante si stesse sgretolando, incenerendosi completamente, fino a sparire tra le risa delle fiamme, che concitate nell'azione, ora si erano placate, continuando a sibilare bieche.
Maestosa è una priamide di legna accatastata che arde, ma altrettanto fragile e precaria, pronta ad accasciarsi su se stessa non appena il fuoco divora un legno di troppo.

domenica 4 dicembre 2011

Mille strade, mille pensieri...Una sola realtà

Solamente col sole alle spalle riusciamo a cogliere la luminosità.
Non si può godere di tanta bellezza guardandola direttamente.
Che cosa cammina nel buio... Quel lento fruscio che monta.
E la mente costruisce. Edifica castelli e teoremi; Manipola catene che legano l'impossibile, costruendo cubi e triangoli, cerchi....ognuno incastrato nell'altro.
Scrivi frasi sensa senso.
Ma vorrei vedere quanti di voi vedono la verità cosi vicino ma sono così lontani da poterla raggiungere.
C'è rumore di risacca ora...il mare respira rumorosamente...E le onde sembrano inghiottire gli scogli...che sembrano tanti uomini....in balia di una furia naturale che li condanna.
Ed un arrogante gabbiano strilla e ruba dal mare; poi si alza in volo e plana...
Piove.
Ed il vento sferra colpi e sferza ogni cosa.
Con il tempo che sfugge non mi rendo conto che mi devo affrettare, tanto è vero che ogni istante diventa un buco nero che non si può riempire.
E non mi stupirei, ora come ora, che un cavaliere trucidi la propria dama custodendo solo il suo cuore...perchè le menti empie riescono a intorbidire anche i cuori più puri.
Ma non importa, credetemi, se il cuore sanguina per amore....Le ferite più profonde sono i torti subiti dall'anima.

giovedì 17 novembre 2011

Cielo di Novembre


E' strano. Il sole scende e si riposa....Eppure è ancora presto. E allora ecco che al crepuscolo movimentato dall'aria fredda di novembre, il contadino ara silenzioso col trattore.
Il freddo e le tenebre corrono, e gli animali si stringon tra loro; Le galline si uniscono come una catena nel pollaio, i conigli strusciano i loro musi e tendon le orecchie, sempre con le infaticabili mascelle a ruminare.
E il cielo si accomodava. Diventava gentiluomo tingendosi di rosa, sembrava un sarto, con il metro sulle spalle e gli occhiali a mezzaluna calati sul naso, pronto a tessere con la stoffa rosa un vestito per la Luna, che si apprestava a sostituire il sole. Il rossore della giornata esplodeva all'orizzonte, sormontato dal blu tenebroso e freddo.
E forse è proprio così che le passioni avvelenano ilcuore. Lo incendiano e poi lo cristallizzano, con una pugnalta glaciale.
Infine arriva il buio. Ed il focolare domestico arde. Arde e mangia legna....sgranandola e arrossandola, rivelando poi polvere grigia e bianca...che sottolinea imperterrita quasi indicandoti il destino.
Ormai rosa spento e il blu dominante....Su un ramo un uccello agita le ali e guarda lo stormo più alto.......E' Novembre e bisogna andare, un ultimo sguardo fugace alla fattoria...e po via in spirali e giravolte, confondendosi in quella nube nera danzante...che disegna il cielo nelle sere di Novembre.....E ci prende tanto il cuore.

lunedì 14 novembre 2011

Il Sig. Tempo

E' il tempo, mio caro, che arriva e ci sfugge. Corre, piomba su di noi...rallenta, a volte pare non passare...e a volte sembra un soffio in un 'orecchio....Un battito d'ali di un colibrì.
Perchè diciamocelo, tutto qui si rincorre....Tutto è in movimento e tutto gravida secondo determinati equilibri.
E non c'è modo o maniera di arrestarsi. Si è in caduta libera, con le mani legate e le gambe che si agitano frenetiche, come per carpire un qualche appoggio.
Ecco, per esempio ora lo vedo. E' buio e c'è nebbia. Sullo sfondo si staglia il profilo di un enorme castello, illuminato dalla luce bianca della luna piena, un enorme luna piena. Il cielo Bluastro rivela forme strane...nuvole che si accoppiano e che fuggono sotto braccio.
Tutto è immobile, sembra fermarsi ad osservare il paesaggio perfino il tempo. Seduto con la valigetta in mano, la giacca e la cravatta e gli occhiali da sole, mentre fra i denti stringe un grosso sigaro ed al polso reca un enorme orologio, lo vedo; si siede e incantato guarda l'atmosfera strana che avvolge lo scenario. La foschia e la luna bianca, il profilo nero del castello. Tutto è spento...Solo un rumore sordo simile ad un fruscio si avverte nell'aria...Il rumore di due ali enormi che si aprono e si chiudono....in direzione della palla bianca che è la luna...sovrastando il castello.
Ad ogni colpo di ala del volatile, sembra spirare un vento che porta con sè voci...bisbigli di un'intera vita.
Solo ora...sento puzza di sigaro, il mozzicone gettao a terra dal Tempo emana fumo nero ed annebbia lo scenario...Ed ecco che il castello non si scorge più, la luce della luna perde intensità....tutto viene usurato...tutto si consuma. Il castello ora è mezzo diroccato...Una verde edera lo ricopre....Cambiamento.

giovedì 29 settembre 2011

L'aria Tornerà

Le lacrime amare iniziano a piovere. Si sente, se ci fai caso, un mormorio lento e sommesso, che a migliaia di distanza monta....cresce e romba. Ma poi si spegne.
Ma non saranno stati gli astri che hanno girato male, nè l'allineamento dei pianeti, nè la provvidenza, nè il caso, perchè il caso non esiste.
Piuttosto è questa sconosciuta macchinazione, questa sconosciuta palla che ruota e che cozza contro le pareti di una cosa non ben definita.

E ci saranno notti e giorni in cui non ti riconoscerai, in cui ti sentirai affogare da solo, nel letto, senza riuscire a gridare aiuto..... Ma la macchina infernale non torna indietro a ripescarti, purtroppo va avanti, inesorabile, nemmeno una bomba la ferma, chi cade, chi resta indietro....Non risale più.

Ed è brutto sapere che non rimane nulla di quelle mattine a scuola, nè di quei pomeriggi a casa, del natale, delle uscite, dei cortei...Sembra un esame in cui conta solo ciò che si fa adesso, e si buttano tutte le esperienze passate...che poi svaniscono....non si sa dove vadano a finire...Una sedia dopo un nano-secondo non è più la sedia che era prima....E questo succede con le persone, con le situazioni...che mutano, si incrinano, e svaniscono, lasciando vuoti grandi come voragini.
Dopotutto è il destino dell'uomo, cavalcare la vita...e tamponare le ferite che provoca.

Dormi ora, l'aria tornerà a soffiare, le gambe disegneranno passi che condurranno, anche se lenti, a casa......Perchè è così no? Non si può morire senza cicatrici....E' da vigliacchi.

mercoledì 14 settembre 2011

Dolce

E rimanere a guardare il tramonto con la sensazione di essere reduci di una disfatta memorabile.
Il castello si è sbriciolato, e come un soldato con l'armatura strappata e senza più bandiera che guarda l'orizzonte ferito e stanco pieno di ferite, un gruppo di aquile volteggiano in aria....
Il Rossore ardente del crepuscolo avvolge tutto in un'atmosfera sognante, che blocca la vita reale e catapulta l'animo in un extra-mondo...dove c'è silenzio, si sente solo il frusciare della falce dei contadini sull'erba....e l'aria calda che inebria i sensi.
Si vede ora perfino il cielo ed il mare che si abbracciano e le montagne che li guardano e ridono, e con loro ridono le loro creature... I soldati accendono il fuoco e le famiglie cenano insieme. Se c'è un filo conduttore che lega gli uomini, che scandisce i ritmi delle vite, che li fa diventare compagni di destino, visto che originano e muoiono nello stesso modo....allora credo che si trovi proprio dove non mi trovo io.
La pioggia cade dalla terra e si riversa nel cielo, il sole la osserva....e la luna vaga in giro solitaria, scortata da un lupo mannaro ubriaco che le fa la corte.
Le onde si infrangono su scogliere a picco, la nave ondeggia ancorata la molo in procinto di salpare....pochi attimi....gli ultimi passeggeri salgono a bordo...e via....Ognuno chiuso nei suoi pensieri....in quel vortice che fluttua nel cuore.....tra la barca di legno e un mondo che esiste solo nell'immaginazione.

lunedì 12 settembre 2011

L'Anima Mia




L'anima trascende. Mi osserva come una mamma osserva il proprio figlio che viene additato ed incompreso da tutti.
L'anima mia sorride quando i lampeggianti mi inseguono e quando sto da solo, quando corro, quando mi rinchiudo nel cantuccio citato da U. Saba.
Son le persone intorno a me che mi guardano con un punto interrogativo sul volto, che non capiscono....che non possono capire, e soffrono.
E poi le corse, le risate, le incazzature, il panico, la paura, la solitudine, la gioia.....
Implodono e mi passano davanti, con l'amarezza di sapere che ogni creatura quando muore è sola, magari circondata da molte persone, ma sempre sola rimane.
E non c'è voce o affetto che risvegli dal sonno eterno....Dorme, ma alto nel cielo brilla il segno, l'incisione del suo passaggio nella vita.....
Sembra una beffa...un ritaglio di tempo in cui si decide la nostra possibilità....uno squarcio di luce, un minuto fatale in cui costruiamo la nostra essenza.....IN ASCESA....sempre in Ascesa...anche se molti non la capiranno, piangeranno o storceranno il naso.

*A miglia di distanza un lupo guarda la luna piena e piange contrito a terra.....L'usura del tempo distrugge.

domenica 7 agosto 2011

Schianto senza Lamento

E' dal buio che mi guarda dallo specchio.
Due enormi occhi e una bocca che ghigna.
Domani mi ritroverò a camminare tra i secchioni e la strada sporca.
Si perchè la casa è crollata e la mia famiglia mi ha sostituito con un altro che segue le loro aspettative.
Il mio cane solo mi aspetta chissà dove.....Mi rimane solo una tartaruga frecciata che mi segue e mi tiene per mano.
Mille occhi e mille spalle che strusciano contro la mia...a difesa di un folle e infernale paradiso che vediamo in pochi.
La mia vita è un continuo schianto senza lamento......un continuo incassare colpi, immagazzinare delusioni ed equivoci.....
Ma sotto il suono dei passi faccio in fretta la borsa. Come le idee folgoranti che arrivano nel cuore della notte, quando il sonno non c'è e ci rigiriamo nel letto, con gli occhi sbarrati a filtrare l'oscurità, desiderosi di vedere l'alba che ristora i cuori.
Ma in fondo, sarà un gran finale....o perlomeno.....una vita in ascesa....che farà piangere molti.

lunedì 18 luglio 2011

La Solitudine

L'uomo cerca sempre di evitare la solitudine, ma dimentica che nelle fasi cruciali della sua vita è sempre stato solo.
Nella nascita e nella morte.
Ma la solitudine è il metro che misura la sicurezza di ognuno di noi.
La solitudine, corrode e forgia l'animo, lo plasma, lo spinge a crescere....ci fa innamorare di noi stessi.
Chi è in conflitto con il proprio io cerca sicurezze negli altri, cerca la compagnia e spesso viene sopraffatto.
La solitudine è il dono più grande che la vita ci possa fare....perchè è uno specchio ed un giudice impietoso, che brevetta la tua capacità di vivere contando solo su te stesso.
E' strano, ma per tutta la vita la gente fugge. Fugge da se stessa, perchè sa che stando in compagnia può mentire a tutti, può apparire quella che vorrebbe essere, ma quando di notte si ritrova sotto quel muro di silenzio assordante e davanti il proprio volto che la osserva, allora in quel momento le menzogne e i falsi sorrisi si spezzano, rivelando l'immagine nuda di ognuno di noi sotto i nostri occhi, e non so quanti siano in grado anche di negare l'evidenza al proprio cuore;
ed ecco allora che sono insoddisfatti della loro vita, che quando escono urlano e bevono e se ne vanno sempre via per ultimi sotto le luci, ben attenti a non tralasciare nessuno nel saluto.
Ma rimangono atteriti al solo pensiero di stendersi sul letto, o ascoltare immobili il silenzio e dover fare i conti con loro stessi.
Eppure, anche se immersi in un mare di gente, anche se coricati su un letto con un'altra persona,anche se i nostri corpi sono intrecciati, siamo sempre soli quando chiudiamo gli occhi.....
siamo sempre soli quando li riapriamo, siamo sempre soli quando ci guardiamo allo specchio.
Un anziano seduto al tavolo della sua casa guarda la televisione e di tanto in tanto mischia le carte da gioco. Il peso degli anni e delle esperienze lo segnano, e benchè non ne dia prova, il suo orologio biologico ha iniziato un triste e sempre più acceso conto alla rovescia, che risuona a volte leggero, a volte pungente, come troppa neve caduta su poca legna.....L'importante è continuare a mischiare le carte da gioco......Dopotutto.....Basta aggrapparsi a quanto fatto in vita per godersi a piano la propria Solitudine.

lunedì 30 maggio 2011

Nuvole Bianche

Sembra integro ed evitato dall'usura del tempo. Quel vecchio contadino che nel 2011 ancora cerca di vivere nella campagna più selvatica, lontano dalla modernità.
E di tutto il paesaggio, tra gli operai che martellano e le donne che curano l'orto e i cani che vanno in giro in cerca di chissà quale tesoro, o più semplicemente cercano solitudine in un mondo cosi affollato e così lontano da loro, ciò che cattura l'attenzione sono le nuvole bianche che fanno da specchio ad un mondo. Che trascendono i pensieri tanto da assorbirli e da colorarsi dei loro effetti.
Ed ecco che il cielo si dipinge di un arcobaleno fremente di emozioni; si colora di una parte di ognuno, si colora di ogni rimpianto e di ogni gioia delle persone che le guardano.
Ed allora lo vedrete, dritto con le gambe divaricate e le braccia incrociate sulla falce che ora è ferma nel terreno, il contadino, che ascolta il linguaggio della natura e che, con una non nascosta nostalgia, pensa alla gioventù. Pensa e osserva le nuvole, voltato di spalle alla casa, così che par in attesa di qualcosa, ma dopotutto, la maggior parte delle persone aspettano tutta la vita un qualcosa di indefinito, un qualcosa che non li fa dormire la notte, che gli stuzzica le viscere facendole capovolgere di emozione....o di amarezza....o di paura; un qualcosa che somiglia tanto ad un viandante che si aggira per il bosco con una lanterna di notte, e che non riesce a trovare la via per la casa.
Ma come poi è naturale, la falce rimarrà in una vecchia legnana ad arruginire, o destinata a rovinare nella terra, ed il contadino morirà, e chissà.....Forse troverà ciò che aspettava.
Illusi che vi credete sistemati con una famiglia, ma c'è sempre qualcosa in arrivo o in viaggio., c'è sempre quel sibilo continuo e sommesso che esplode in un grido di guerra o in un urlo di dolore, quando stiamo proprio con i nostri cari, quando siamo soli o, molto spesso, quando ci guardiamo allo specchio e vediamo riflessa l'immagine della nostra vita e della nostra possibilità.
Il contadino la sua Possibilità l'ha avuta, ed ha vissuto la sua vita in base ad essa.
Crudele è nascere, non vivere. Ma ci pensi? Nascere è come pianificare un viaggio in un luogo che non si conosce, è come chiedere di sposarsi ad una sconosciuta. Nascere è proprio un invito a sfruttare la propria possibilità, la PROPRIA possibilità.

Lento il marinaio arma la nave e salpa dal porto; il timore lo accompagna in un viaggio verso il buio, ma dopotutto, la sua possibilità l'ha decisa e la vive come vuole. L'immobilismo è una morte preventiva.

E' tutto precario, tutto così in sospeso. Il destino srotola trame così fitte e malvage che spesso prende uno scoramento assai profondo.
E mi vien da ridere vedendo che la vita è astratta; astratta perchè il passato è intangibile, e il presente è già passato. Bisogna lasciare il segno.

Dal tramonto vedo volare nel cielo guerrieri e bandiere. Peggio per voi. A me appare così nitida.
Dopotutto, chi è che non vorrebbe spegnersi nel proprio letto, nella propria casa, acquistata con tanto sacrificio, accanto alla propria moglie, dopo una vita rispettabile?....Io No.
Ed è proprio quando non avremmo più la nostra falce per sradicare e tagliare,
quando non ci saranno più nè contadino nè marinaio, nè castelli nè amici nè mogli nè cani, che ci dovremmo attaccare ai sogni....e credetemi....Sono come le nuvole bianche.....imprendibili e molto alti.

domenica 10 aprile 2011

L'importanza del Segno

Immobile.
Dai tuoi occhi non vedo che staticità. Dal volto segnato si coglie soltanto che sofferenza e sorpresa,
è come un'istantanea scattata in quell'attimo, in cui fatalità e destino si stringevano la mano, in cui il complesso artificio della vita si compiva.
E' duro da accettare ed altrettanto da capire, ma in cuor mio la tristezza è molta.
Siamo soli in questo processo, come una bottiglia gettata in un fiume che scorre, soggetta ai movimenti, agli urti, e allo scuotersi prodotto dai rami e dalle rocce che subdole si trovano sul suo cammino.
E non c'è via di uscita, dal momento in cui arriviamo qui, dobbiamo per forza percorrere il tunnel inconsapevoli della durata.
E non c'è modo di evitarlo, non c'è modo di scanzarsi. Bisogna solo lasciarsi andare, magari dando un'ultima occhiata dietro od intorno, cercando di capire cosa succede ma soprattutto capire che la macchina si spegne e chissà se dopo si vede o è buio, oppure si dorme.
Saranno mille i lamenti che si alzeranno, ma che in cuor mio penso, non verranno mai ascoltati.
Nella vita si inizia e si finisce, e solo quando ci troviamo faccia a faccia col destino e sentiamo il tempo sfuggirci in una mini-sequenza che sembra rallentata, allora li si sa se un segno lo abbiam lasciato, rivedendo ogni volto di chi ci ha sostenuto in tutti gli anni, e il rammarico di dover andar via prima di aver potuto incidere il proprio nome nella storia.

lunedì 21 febbraio 2011

IL MIO MONDO


Il mio mondo è trascendente. Naviga su mari impetuosi che vanificherebbero anche l'arditismo del lupo di mare più acceso.
Il mio mondo ruota tra cristalli turchesi e soli neri, è ornato da tramonti rossi e canti di gabbiani.
Esso è inaccessibile, fluttua in aria davanti a me, ma è irraggiungibile, è inafferrabile come il fumo che sale dalla tazza di caffè rovente; e come questo, cattura gli occhi inebriandoli di calore, magari quando fuori piove e i tuoni fanno un gran rumore.
Il mio mondo, non è di quelli confusionari e moderni,
non è il mondo della televisione,
non è il mondo delle macchine e delle grida isteriche,
non è il mondo delle giornate di lavoro e dei trasbordi dai mezzi,
non è il mondo delle uscite con gli amici e della vita regalata e già stabilita.

Il mio mondo ride e fugge, profuma di verdi prati......sussura cose dolci alle orecchie, rifulge dell'antico splendore dei tempi antichi.........sembra quasi una lanterna che ondeggia nel bosco, sorretta chissà da chi, intento ad andare chissà dove.
Nel mio mondo ci son mille navi che saplano presso porti sicuri ogni giorno,
nel mio mondo l'acqua e la vita sembrano fonti inesauribili,
nel mio mondo la luna è sempre piena e ci si può sdraiare sull'erba e guardare le nubi che giocano col sole in un turbinio di forme e colori, e fantasticare, sognare ed immaginare, che le tenebre non son mai vicine.
Nel mio mondo non si parla, c'è silenzio; spirali di fumo che s'alzano dalle casupole, sembrano soffiare nel cielo un sospiro di un sentimento ormai dimenticato.
Perfino i ruscelli scorrono e gorgogliano in silenzio, onde evitare di turbare la serenità.
il mio mondo galoppa su verdi praterie e osserva l'orizzonte dalle scogliere imbiancate dal mare,
dritto in piedi sotto le sferzate del vento, come in attesa di partire, di spostarsi e fuggire da solo.
Il mio mondo si perde in una sera di autunno, con il sole calante e l'ombra arrembante sugli scenari, con le stelle che iniziano ad accendersi e la luna che dirige l'orchestra delle luci del cielo, illuminando un pellegrino che dall'alto di una cima osserva la vallata sottostante, sbuffando grosse spirali di fumo che aspira da una pipa.......

giovedì 17 febbraio 2011

Che ne è dei......?


I Filosofi ed i Poeti sono scomparsi poichè è già stato detto tutto.
Le grandi scoperte e i grandi pensieri dell'Umanità sono stati rivelati.
Il nichilismo serpeggia nella società.
Masse intere di persone contagiate dal virus della post-modernità.
Il grande ingranaggio del potere gira in modo sinistro, spostando i robot-umani a piacimento.
Che ne è dei salotti letterari, dell'Irriverente arditismo delle Gioventù, dei fieri guerrieri, delle sane scazzottate, delle nottate a Whisky e Bar, delle verdi praterie immerse nelle vallate sorrette dalle montagne imponenti, della pergamena e della piuma d'oca, dei rintocchi delle campane che preannunciavano la sera all'imbrunire, quando il cielo si fa rossastro e qualche uccello si affretta da solo verso il nido?
Che ne è dei falò nei boschi, della neve che cadeva morbida sulle fronde, del ghiaccio che bloccava i sentieri, dei pascoli, dei pastori che se ne stavano solitari disimparando il linguaggio umano e apprendendo la lingua del mondo, immersi a sentir gli animali sussurare tra di loro e il vento urlare, la pioggia rimproverarli di una colpa antica? E dei grandi Poeti, dei grandi asceti, che fecero del Sapere la massima Virtù?

La Freccia della Speranza

Se guardi nell'oscurità vedrai molte più cose che nella luce. Nella materia informe della notte proiettiamo ogni cosa la mente voglia.

Vedi il sole che splende e il mare, le fronde di alberi bianchi e una torre bianca in mezzo ad una vallata.

C'è persino un'ombra che si avvicina lenta e claudicante..........C'è la grande fiamma del destino nascosta........Vedo persino il mondo che piace a me
chiuso in un mare ghiacciato, che fluttua in alto
in attesa di una ventata calda che lo sciolga........

i
n
v la mia speranza fluttua.............come una freccia che viaggia verso il sole........invisibile agli
e occhi umani perchè accecati.....Forse le tenebre la riveleranno.
c
e

lunedì 14 febbraio 2011

Vivere e essere l'Essenza

Dietro a quel fumo che si dirada pian piano, in quei bicchieri di birra vuoti, nelle botte, nelle risa, nella colla che invade i manifesti, nella forza centrifuga che ci mantiene a terra ed uniti, qui stà la nostra essenza......Nel sapere che la nostra vita si raccoglie attorno ad un'utopia, che gravida e circonda il perimetro della velocità e dell'immortalità spirituale, quel sentirsi invincibili, quel vivere in uno stato di alterazione emotiva, che ci fa toccare con mano il nerbo vitale, Il Combattimento!
Stà in questo il nostro gioire, nel lasciare il segno nel buio cammino dell'uomo......Ridendo e Picchiando, lasciandoci alle spalle complessi e malattie, storture mentali o paranoie.....Noi siamo la paranoia che disturba i bigotti, i carcerieri del mondo dell'uguale.....Siamo quelli che spengono le telecamere del grande fratello.

giovedì 3 febbraio 2011

E' La Vita

E' la danza della vita che ti costringe a saltare e a cambiare passo.
la vita e le sue alterazioni di umore,
un giorno sei ricoperto di freddezza e lucidità,
un altro rischi di commuoverti davanti ad un film per bambini.
La vita e le sue trame, che sembran mille grappoli di uva, sistemati su filari in una verde distesa,
in cui è difficile scoprire quale sia il migliore da prendere.
Sono la coscienza e la propensione che muoiono dentro la gabbia di presunzione eretta dai maestri.
Come nelle mattine dure da affrontare, quando il caldo del letto ti attira a sè, e ti culla ponendo la sua mano sulle palpebre, ondeggiandoti di qua e di là, in un volo molto tortuoso....prima turbolento...poi più niente.

E' la vita e le sue partite, i suoi giorni senza fine e i suoi anni velocissimi.
Il fitto intrecciarsi di radici che emergono dalla terra e si insinuano nelle case, ghermendo ogni cosa.
Lo stesso odore dei pub immersi nel fumo e nella birra, nel calore stantio e nel freddo invernale, che par annunciare, dall'alto delle nubi, un augurio speciale.
Il vuoto cosmico e il sapere più grande, il lento scandire del tempo declinato dalle campane di una chiesa invsibile.....il cuore che batte forte......poi lento.....poi più niente.

Urlare mentre si vola da una montagna, per poi emergere dal più profondo oceano, per poi reggersi ad un enorme eliana che scende lesta dalla luna...in un raptus estatico e tenebroso, che somiglia ad un lamento di un cane che aumenta, prima flebile, poi acuto.......poi più niente.

lunedì 24 gennaio 2011

Un Attimo Ancora

Dicendo che non avrei mai voluto scrivere questo post, inzio:

Non so se sia finzione o realtà. C'è una grande rabbia dentro.
La rabbia di un male che si radica infimo e subdolamente,

che scava in profondità silenziosamente, costruendo le basi ed ergendo un castello,
che inaugurerà d'improvviso, con cannonate assordanti che scuotono nel profondo.

Ogni male cade come una saetta che dritta atterra nei cuori, riportandoci alla realtà,
spazzando via ogni punto fermo, insinuando nell'anima un senso di disperazione e rassegnazione.
La grande macchina della vita non si ferma e non guarda in faccia nessuno,
non tiene conto degli affetti e dell'età, delle persone e della giustizia, colpisce e strappa, irride e inganna, schiaffeggia e redarguisce tutti.
Eppure Dio è il salvatore degli uomini, ma non lo vedo.
Si sentirà solo l'eco del silenzio, e ti osserverò mentre sbatti la testa contro il muro,mentre sputi veleno contro Dio e contro il Diavolo, contro l'uomo e contro le bestie, contro ogni maledetto giorno e ogni maledetta notte, contro ogni gesto che ti ricorderà di essere vivo, contro quel formicolio sinistro che galoppa sul corpo come mille cavalieri pronti all'assalto.

Ci raccogliamo come foglie ai bordi della strada, soli e indifesi, attendendo la folata di vento che ci sposterà più avanti, ancora un pò, ogni giorno.