E poi perdersi in nuvole di fumo che rispecchiano i ricordi. Veder tramontare il sole di un mondo antico che lascia il silenzio della sua assenza simile alla calma che segue un esplosione. Che la vita sia un eterno affastellarsi di sogni e immaginazioni che si dissolvono sotto i colpi della realtà ce ne siamo accorti. Ma rifiuto di pensare che sia tutto qui, che siamo illusi di aver in mano il nostro futuro, che tutto quello per cui uno vive sia destinato poi a sparire insieme a lui. E' strano ma vivo ancora nel passato, con la sensazione di aver lasciato qualcosa, di aver recitato il copione a metà.
Forse tra quelle tende e quella camera cosi profumata di ricordi, quel profumo cosi delicato che districa tutti i ricordi impicciati e nascosti, quei volti e quelle voci una volta immortali che ora non ci sono più vedo l'ingranaggio maledetto della vita. Vorrei rimanere in quel limbo di memorie a lungo, per poi uscire dalla casa dei ricordi e vedere il sole stanco e rosso andarsi a rinfrescare nel mare, lasciando noi poveri illusi al buio, in attesa di un altro giorno di finte speranze e di gioie dolorose, che si perderanno in un giorno di novembre sotto una coltre di polvere che ricopre un enorme albero nero illuminato dal sole che sembrerà un ceppo ardente nel camino, quando fuori il tempo è agitato e il freddo spinge tutti dentro casa.
Informazioni personali
mercoledì 29 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
A Mario Monicelli
I rulli delle pellicole che strisciano graffianti sulle bobine. I fantasmi del passato che gravitano su di te la notte....quella fissazione, quell'arte da riversare sullo schermo, quella paura della staticità, quel continuo creare personaggi....quel continuo rappresentare sogni che si insinuano di notte nel letto, che entrano socchiudendo la porta e vi rimangono, come una folata di aria calda nel gelo dell'inverno. Immaginazione e realtà erano unite, impossibile scinderle. Alzarsi dal letto e chiedersi perchè non si interrompe la scena, vedere morire i tuoi cari e chiedersi perchè è impossibile riavvolgere il nastro. I decenni son volati, gli amici, gli eroi dello schermo sono svaniti, è rimasta solo un'impressione animata su di una pellicola. Quella paura di vedere i titoli di coda del film, di raggiungere troppo presto la fine e di dover sopportarlo ancora cosi a lungo. Il cinema è vuoto e tu sei seduto, di fronte lo schermo enorme, ad osservare con sguardo critico lo svolgimento della storia, ad approvare con smorfie del viso i momenti vissuti, rammaricandosi di non averli saputi girare in un modo diverso, rimanendo estasiato della lunghezza di tutti quegli eventi passati ma che non ricordi nemmeno bene. Sarà il volo dell'aquila che ti saluterà scendendo in picchiata, con il vento che fischia nelle orecchie e girando l'ultimo chack della tua vita, perchè cosi è; quando con la voce ferma e il sorriso griderai:"Stop!" La pellicola finirà e il sole illuminerà il tuo volo scolpendo col fuoco il tuo nome nella storia.
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