giovedì 17 novembre 2011

Cielo di Novembre


E' strano. Il sole scende e si riposa....Eppure è ancora presto. E allora ecco che al crepuscolo movimentato dall'aria fredda di novembre, il contadino ara silenzioso col trattore.
Il freddo e le tenebre corrono, e gli animali si stringon tra loro; Le galline si uniscono come una catena nel pollaio, i conigli strusciano i loro musi e tendon le orecchie, sempre con le infaticabili mascelle a ruminare.
E il cielo si accomodava. Diventava gentiluomo tingendosi di rosa, sembrava un sarto, con il metro sulle spalle e gli occhiali a mezzaluna calati sul naso, pronto a tessere con la stoffa rosa un vestito per la Luna, che si apprestava a sostituire il sole. Il rossore della giornata esplodeva all'orizzonte, sormontato dal blu tenebroso e freddo.
E forse è proprio così che le passioni avvelenano ilcuore. Lo incendiano e poi lo cristallizzano, con una pugnalta glaciale.
Infine arriva il buio. Ed il focolare domestico arde. Arde e mangia legna....sgranandola e arrossandola, rivelando poi polvere grigia e bianca...che sottolinea imperterrita quasi indicandoti il destino.
Ormai rosa spento e il blu dominante....Su un ramo un uccello agita le ali e guarda lo stormo più alto.......E' Novembre e bisogna andare, un ultimo sguardo fugace alla fattoria...e po via in spirali e giravolte, confondendosi in quella nube nera danzante...che disegna il cielo nelle sere di Novembre.....E ci prende tanto il cuore.

lunedì 14 novembre 2011

Il Sig. Tempo

E' il tempo, mio caro, che arriva e ci sfugge. Corre, piomba su di noi...rallenta, a volte pare non passare...e a volte sembra un soffio in un 'orecchio....Un battito d'ali di un colibrì.
Perchè diciamocelo, tutto qui si rincorre....Tutto è in movimento e tutto gravida secondo determinati equilibri.
E non c'è modo o maniera di arrestarsi. Si è in caduta libera, con le mani legate e le gambe che si agitano frenetiche, come per carpire un qualche appoggio.
Ecco, per esempio ora lo vedo. E' buio e c'è nebbia. Sullo sfondo si staglia il profilo di un enorme castello, illuminato dalla luce bianca della luna piena, un enorme luna piena. Il cielo Bluastro rivela forme strane...nuvole che si accoppiano e che fuggono sotto braccio.
Tutto è immobile, sembra fermarsi ad osservare il paesaggio perfino il tempo. Seduto con la valigetta in mano, la giacca e la cravatta e gli occhiali da sole, mentre fra i denti stringe un grosso sigaro ed al polso reca un enorme orologio, lo vedo; si siede e incantato guarda l'atmosfera strana che avvolge lo scenario. La foschia e la luna bianca, il profilo nero del castello. Tutto è spento...Solo un rumore sordo simile ad un fruscio si avverte nell'aria...Il rumore di due ali enormi che si aprono e si chiudono....in direzione della palla bianca che è la luna...sovrastando il castello.
Ad ogni colpo di ala del volatile, sembra spirare un vento che porta con sè voci...bisbigli di un'intera vita.
Solo ora...sento puzza di sigaro, il mozzicone gettao a terra dal Tempo emana fumo nero ed annebbia lo scenario...Ed ecco che il castello non si scorge più, la luce della luna perde intensità....tutto viene usurato...tutto si consuma. Il castello ora è mezzo diroccato...Una verde edera lo ricopre....Cambiamento.