
E' strano. Il sole scende e si riposa....Eppure è ancora presto. E allora ecco che al crepuscolo movimentato dall'aria fredda di novembre, il contadino ara silenzioso col trattore.
Il freddo e le tenebre corrono, e gli animali si stringon tra loro; Le galline si uniscono come una catena nel pollaio, i conigli strusciano i loro musi e tendon le orecchie, sempre con le infaticabili mascelle a ruminare.
E il cielo si accomodava. Diventava gentiluomo tingendosi di rosa, sembrava un sarto, con il metro sulle spalle e gli occhiali a mezzaluna calati sul naso, pronto a tessere con la stoffa rosa un vestito per la Luna, che si apprestava a sostituire il sole. Il rossore della giornata esplodeva all'orizzonte, sormontato dal blu tenebroso e freddo.
E forse è proprio così che le passioni avvelenano ilcuore. Lo incendiano e poi lo cristallizzano, con una pugnalta glaciale.
Infine arriva il buio. Ed il focolare domestico arde. Arde e mangia legna....sgranandola e arrossandola, rivelando poi polvere grigia e bianca...che sottolinea imperterrita quasi indicandoti il destino.
Ormai rosa spento e il blu dominante....Su un ramo un uccello agita le ali e guarda lo stormo più alto.......E' Novembre e bisogna andare, un ultimo sguardo fugace alla fattoria...e po via in spirali e giravolte, confondendosi in quella nube nera danzante...che disegna il cielo nelle sere di Novembre.....E ci prende tanto il cuore.