Non penso avremo una seconda possibilità. Si dovrebbe imparare a vivere prima di farlo;
Imparare a crescere, a capire, a superare le sofferenze, a non spaventarsi di fronte all ritmo incalzante del tempo, al suo fiato sul collo.
Servirebbe qualcuno che dica, "questa è la donna.....il tuo veleno....la cosa che può farti fermare il cuore".
Servirebbe qualcuno che ti aiuti in quelle notti nelle quali non dormi e pensi a lei; nei giorni in cui ti immagini la vita insieme a lei, ma soprattutto quando non è tua ma di un'altro.
Servirebbe una mano sulla spalla e un sibilo rassicurante vicino all'orecchio.
Ma questa è la vita, la fregatura e la gioia più grande. Il posto più silenzioso del mondo. L'unico spazio in cui non s'ode risposta alle domande poste.
Ho paura di guardare avanti ed indietro; sento i lamenti infiniti del mio cuore di fronte alle ingiustizie, al tempo, ai ricordi che incidono la carne come tante sanguisughe.
Temo di non poter alzarmi dalla sedia e correre via; temo di buttare tutto all'aria all'improvviso.
Temo di avere fine in silenzio, in un modo inglorioso. Temo di dover abbandonare la mia coscienza, temo di dover vedermi morire dinanzi le persone a me care.
Come un cane rabbioso ringhio davanti a Dio, e al suo artificio.
Senti come batte, tutto per te! Muovi gli occhi verso i miei, non sei sua. Solleva la mano sul mio cuore, ascolta il ritmo. Tendi una mano verso di me, perchè io possa afferrarla e attrarti a me......forse un giorno.....forse mai.......forse quando starò per andare via.
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martedì 27 luglio 2010
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Poesia
martedì 20 luglio 2010
Faccio come Baudelaire
Sono l'unico che riflette quando vede un uccello che vola nel cielo, alto e solo, ignaro sulla destinazione.
Sono l'unico a vivere tra due universi, uno fatto di macchine, morte, dolore, impegni, stress...
l'altro fatto di boschi e mari, prati e colline, montagne e lupi....aquile persino e un'amaca che ondeggia nell'universo, sopra le nuvole delle montagne.
Mentre cammino per strada, mentre vado in metro, quando sono al mare, le vedo! Le querce enormi della Norvegia, i cervi che mangiano guardinghi. I biondi guerrieri. Vedo la vita passata, sento le pagine sfogliate giorno dopo giorno di questo libro che arriverà alla fine, dopo la quale verrà chiuso e verrà sommerso da una spessa coltre di polvere. Cadrà nel dimenticatoio, lasciando posto ad altri miliardi di libri.
Sento la lama lenta e fredda del rimorso, sento il brivido febbricitante della vita, sento la rabbia dell'insoddisfazione, del tormento amoroso, dell'immagine onnipresente di lei.
Un'altra stupida poesia, un'altro stupido sfogo.
Mi riempie di tristezza vedere il tempo andare avanti, vedere le immagini sbiadirmi davanti, vedere il lento declino, la rottura degli equilibri, i rapporti altilenanti.
La quotidianità mi fa vomitare, laa schiavitù mi spaventa, la realtà non mi appartiene.
Io vivo come un lupo dinanzi un branco di iene, che irridono e infamano.
Nella realtà sono un pesce fuor d'acqua, sono un muto che non può esprimere la sua essenza, sono l'uomo invisibile.
Torno alle mie cose, ai miei sogni, al mio mondo. Torno nell'universo che mi si addice, ma con un'orecchio teso verso di voi......non sia mai che venissi interpellato.
Sono l'unico a vivere tra due universi, uno fatto di macchine, morte, dolore, impegni, stress...
l'altro fatto di boschi e mari, prati e colline, montagne e lupi....aquile persino e un'amaca che ondeggia nell'universo, sopra le nuvole delle montagne.
Mentre cammino per strada, mentre vado in metro, quando sono al mare, le vedo! Le querce enormi della Norvegia, i cervi che mangiano guardinghi. I biondi guerrieri. Vedo la vita passata, sento le pagine sfogliate giorno dopo giorno di questo libro che arriverà alla fine, dopo la quale verrà chiuso e verrà sommerso da una spessa coltre di polvere. Cadrà nel dimenticatoio, lasciando posto ad altri miliardi di libri.
Sento la lama lenta e fredda del rimorso, sento il brivido febbricitante della vita, sento la rabbia dell'insoddisfazione, del tormento amoroso, dell'immagine onnipresente di lei.
Un'altra stupida poesia, un'altro stupido sfogo.
Mi riempie di tristezza vedere il tempo andare avanti, vedere le immagini sbiadirmi davanti, vedere il lento declino, la rottura degli equilibri, i rapporti altilenanti.
La quotidianità mi fa vomitare, laa schiavitù mi spaventa, la realtà non mi appartiene.
Io vivo come un lupo dinanzi un branco di iene, che irridono e infamano.
Nella realtà sono un pesce fuor d'acqua, sono un muto che non può esprimere la sua essenza, sono l'uomo invisibile.
Torno alle mie cose, ai miei sogni, al mio mondo. Torno nell'universo che mi si addice, ma con un'orecchio teso verso di voi......non sia mai che venissi interpellato.
mercoledì 7 luglio 2010
Penso che....
Io penso. Penso che i giorni voleranno d'ora in poi.
Penso che sono cresciuto, e questo mi fa guardare il passato con nostalgia, perchè la pellicola della vita scorre, e insieme alla mia anche quella di chi mi stai intorno.
Penso che la malinconia sia un nodo che sale all'improvviso, che sia vitale all'uomo, che sia il peso delle nostre passioni.
Penso che quelle serate grige sui mezzi mi mancheranno,
penso che tutto ciò che ho patito fino ad oggi sia stato utile,
penso che non ci sia musica più bella dell'ululato del lupo.
Penso che non ci sia donna più bella della luna.
Penso che in amore dovrò patire e cercarla all'infinito.
Penso che ciò che sto scrivendo in questo momento non verrà compreso appieno da chi lo leggerà (sempre se qualcuno lo leggerà).
Penso che la vita sia il più grande e doloroso dono che l'uomo possa concepire.
Penso che la morte sia solo un appuntamento già segnato sull'agenda, ma che per una svista non vogliamo e non possiamo vedere.
Penso che la mamma sia la donna che ci lascerà un vuoto enorme dentro quando se ne andrà.
Penso che sono fortunato di come sono,
Penso che nella vita bisogna farsi male, rifiutando ogni sorta di tranquillità.
Penso che dovrò immagazzinare ogni singolo momento, ogni singola particolarità che incontro quotidianamente.....perchè le cose che ho vissuto e che sembravano immortali ora sono tristemente lontane e opache, come un quadro che si mette in soffitta coperto da un telo, come una casa venduta che viene chiusa a chiave e dalla cui porta sentiamo i ricordi e le esperienze passatevi dentro che bussano violentemente alla porta.
Penso che l'uomo è oggetto dei capricci e delle infamità del destino.
Penso che ognuno può costruirsi il proprio futuro, a patto che non venga disarcionato a cavallo dell'esistenza.
Penso che Vasco abbia centrato in pieno ciò che dico,"Voglio una vita di quelle che non si sa mai...."
Penso che questo magone e questo bruciore al cuore che ho dentro in questi giorni sia, come sempre, destinato a scemare e a ferire il mio cuore, poichè non troverà sollievo.
Penso che lei non sarà mai mia,
Penso che ora sarebbe bello dare fuoco a tutte le macchine del mondo e ridere di fronte alla modernità.
Penso che nella seconda guerra io sarei morto fucilato sputando sui partigiani,
Penso che oltre all'amore per le donne, il mio cuore sia costantemente e per sempre tormentato dal Disperato Amore della politica sana, del fascismo, e dell'anticonformismo.
Penso che non so immaginarmi la mia fine, e che mi pare assurdo che tutto ciò che sto facendo debba in qualche modo finire.
Penso che sia assurdo non vedere più i miei cari, non riuscire più a correre, non festeggiare più il natale in famiglia.........penso che ognuno di noi avrà per sempre dei conti in sospeso, dei sogni da realizzare ma che per forza di cose non riusciremo mai più a compierli.
Penso che ora ho sempre lei in testa, lei e la sua situazione,
Penso che io non sia normale, che sia diverso dagli altri,
Penso, e mentre penso si compie tutto ciò che penso, i giorni scorrono, il tempo passa, lei è lontana.......e io penso.
Penso che io sarò
Penso che sono cresciuto, e questo mi fa guardare il passato con nostalgia, perchè la pellicola della vita scorre, e insieme alla mia anche quella di chi mi stai intorno.
Penso che la malinconia sia un nodo che sale all'improvviso, che sia vitale all'uomo, che sia il peso delle nostre passioni.
Penso che quelle serate grige sui mezzi mi mancheranno,
penso che tutto ciò che ho patito fino ad oggi sia stato utile,
penso che non ci sia musica più bella dell'ululato del lupo.
Penso che non ci sia donna più bella della luna.
Penso che in amore dovrò patire e cercarla all'infinito.
Penso che ciò che sto scrivendo in questo momento non verrà compreso appieno da chi lo leggerà (sempre se qualcuno lo leggerà).
Penso che la vita sia il più grande e doloroso dono che l'uomo possa concepire.
Penso che la morte sia solo un appuntamento già segnato sull'agenda, ma che per una svista non vogliamo e non possiamo vedere.
Penso che la mamma sia la donna che ci lascerà un vuoto enorme dentro quando se ne andrà.
Penso che sono fortunato di come sono,
Penso che nella vita bisogna farsi male, rifiutando ogni sorta di tranquillità.
Penso che dovrò immagazzinare ogni singolo momento, ogni singola particolarità che incontro quotidianamente.....perchè le cose che ho vissuto e che sembravano immortali ora sono tristemente lontane e opache, come un quadro che si mette in soffitta coperto da un telo, come una casa venduta che viene chiusa a chiave e dalla cui porta sentiamo i ricordi e le esperienze passatevi dentro che bussano violentemente alla porta.
Penso che l'uomo è oggetto dei capricci e delle infamità del destino.
Penso che ognuno può costruirsi il proprio futuro, a patto che non venga disarcionato a cavallo dell'esistenza.
Penso che Vasco abbia centrato in pieno ciò che dico,"Voglio una vita di quelle che non si sa mai...."
Penso che questo magone e questo bruciore al cuore che ho dentro in questi giorni sia, come sempre, destinato a scemare e a ferire il mio cuore, poichè non troverà sollievo.
Penso che lei non sarà mai mia,
Penso che ora sarebbe bello dare fuoco a tutte le macchine del mondo e ridere di fronte alla modernità.
Penso che nella seconda guerra io sarei morto fucilato sputando sui partigiani,
Penso che oltre all'amore per le donne, il mio cuore sia costantemente e per sempre tormentato dal Disperato Amore della politica sana, del fascismo, e dell'anticonformismo.
Penso che non so immaginarmi la mia fine, e che mi pare assurdo che tutto ciò che sto facendo debba in qualche modo finire.
Penso che sia assurdo non vedere più i miei cari, non riuscire più a correre, non festeggiare più il natale in famiglia.........penso che ognuno di noi avrà per sempre dei conti in sospeso, dei sogni da realizzare ma che per forza di cose non riusciremo mai più a compierli.
Penso che ora ho sempre lei in testa, lei e la sua situazione,
Penso che io non sia normale, che sia diverso dagli altri,
Penso, e mentre penso si compie tutto ciò che penso, i giorni scorrono, il tempo passa, lei è lontana.......e io penso.
Penso che io sarò
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