Che è notte lo vedi da te, affacciata dalla finestra della tua camera mentre osservi le lucide stelle.
Ma la notte, cara amica, è come un confessionale a cui non si può sfuggire, perchè ti blocca e capisce tutto dal silenzio. Tortura con dei pensieri che affliggono l'animo e il cuore, crea illusioni e false speranze, rimpinsa le persone di paradossi e concetti inimmaginabili.
Eppure cara amica, non spengi la luce della stanza, ma non pretendo che la mia immagine ti venga in mente o che addirittura affligga il tuo cuore, spero solo che la tua voce e il tuo cuore, i tuoi occhi e le tue mani, smettano di tormentarmi, ma quando ciò sarà, camminerei sotto la tua finestra, per cercarli nuovamente.
No cara amica, non piangere, altri giorni ed altri tempi meritano di vedere il tuo sorriso.
No cara amica, la tua fragilità sarà solo il riflesso della tua anima, e a me resterà soltanto quello.
Dopo aver vissuto diciotto anni negli stessi posti desidero rivederli come erano quando avevo dieci anni di meno, sperando che tutto questo tempo non sia passato cosi velocemente, come la celerità di un tornado che attraversa la prateria, come la soddisfazione di quando si gusta un gelato in un giorno di torbida estate.
Di anno in anno ho calpestato lo stesso suolo con idee ed intenzioni diversi, con convinzioni e sofferenze, con gioie e con problemi differenti.
Sai amica, penso che il film è iniziato, ormai è inutile fermarlo, bisogna accettare colpi di scena e innamoramenti, omicidi e tradimenti. E finchè la pellicola non finirà e il cinema non chiuderà e gli inservienti non avranno finito di pulire, dovremmo guardarlo tutto.
Sai amica non nascondo una certa commozione e frustrazione nel scriverti queste parole. Commozione innata, immotivata. Frustrazione perchè so che mi perderò alcuni pezzi, e piango per quelli gia persi, piango per il destino degli uomini, cosi beffardo e indomabile; piango per i giorni che passano e che saranno irripetibili, piango per le amicizie e per gli affetti stroncati.
Ma sai amica, il mio cuore pulsa come la testa in preda ad emicranie, e scrivo ciò di getto, come per sfogare lo tsunami che ho dentro, per alimentare quella fiamma di speranza che ora si attenua, per cercarti e per fare miei i tuoi occhi, le tue mani, il tuo sorriso, e nasconderli in un posto che solo io conosco.
Scusami amica ma non vorrei disturbarti ancora,ma la luce è ancora accesa, hai paura a farti tormentare dalla notte sinistra, e spero che ti coinvolga la mia immagine.
Ti dico ancora amica, infine, che non troverai mai nessuno che ti scriverà e piangerà come sto facendo io. Non conoscerai nessuno che parla con il cuore, non parlerai con nessuno che coglie la vita dal suo lato più odiato e meraviglioso. Io considero la vita un dolce dolore.
Ma ora basta, dormi amica, e se non ti disturbo, resterò a guardare le tue labbra, i tuoi occhi, le tue mani; annuserò i tuoi capelli, pensando di volare e di svegliarmi un giorno qualunque, per poter ancora osservarti e annusarti.
Ciao cara amica.
Informazioni personali
sabato 30 gennaio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Ululato,Fuoco,Pensieri
Lento e sommesso l'ululato scandisce il flusso dei pensieri nella mia mente.
Le fiamme del camino catturano l'attenzione degli occhi aprendo porte su mondi mai visti.
Verdi colline e foreste sacre, laghi cristallini e melodie dolci. Silenzio e quiete.
E come il sonno che ci proietta lo sguardo verso un mondo che vediamo ogni notte, ma che non sappiamo raccontare, il calore e le fiamme del fuoco avvolgono i sogni, bruciandoli ed incenerendoli, conservandoli in eterno.
Lento e sommesso l'ululato scandisce il flusso dei pensieri nella mia mente.
Le fiamme del camino catturano l'attenzione degli occhi aprendo porte su mondi mai visti.
Verdi colline e foreste sacre, laghi cristallini e melodie dolci. Silenzio e quiete.
E come il sonno che ci proietta lo sguardo verso un mondo che vediamo ogni notte, ma che non sappiamo raccontare, il calore e le fiamme del fuoco avvolgono i sogni, bruciandoli ed incenerendoli, conservandoli in eterno.
Lento e sommesso l'ululato scandisce il flusso dei pensieri nella mia mente.
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venerdì 22 gennaio 2010
A MIO NONNO
E mentre si sedeva sulla sedia sospirava come reduce da una grande fatica.
Il peso degli anni si sente, soprattutto per chi, come te, s'è fatto "nu mazz tant".
La fronte tua dice tutto: quante sofferenze hai patito, quante preoccupazioni ti hanno fatto oscillare, quanto freddo e quanto caldo, quanti sogni e quanti incubi hai provato.
Che Dinastia che hai creato! Quanti sacrifici per mantenere cinque figli più signora, senza pensare che lavoravi solo tu, e che lavoro!
I capelli canuti testimoniano l'esperienza e la saggezza che questi anni ti hanno dato.
E nella penombra della cucina, il punto rosso della immancabile sigaretta, si specchia negli occhi calmi e tranquilli, come di un'orso che giunto l'inverno, si rintana per il letargo.
Spero che questo letargo arrivi il più tardi possibile, perchè la tua figura è una guida, è la via giusta nella perdizione, è l'ambizione di chiunque.
Il peso degli anni si sente, soprattutto per chi, come te, s'è fatto "nu mazz tant".
La fronte tua dice tutto: quante sofferenze hai patito, quante preoccupazioni ti hanno fatto oscillare, quanto freddo e quanto caldo, quanti sogni e quanti incubi hai provato.
Che Dinastia che hai creato! Quanti sacrifici per mantenere cinque figli più signora, senza pensare che lavoravi solo tu, e che lavoro!
I capelli canuti testimoniano l'esperienza e la saggezza che questi anni ti hanno dato.
E nella penombra della cucina, il punto rosso della immancabile sigaretta, si specchia negli occhi calmi e tranquilli, come di un'orso che giunto l'inverno, si rintana per il letargo.
Spero che questo letargo arrivi il più tardi possibile, perchè la tua figura è una guida, è la via giusta nella perdizione, è l'ambizione di chiunque.
lunedì 11 gennaio 2010
Ti Ricordi
Ti ricordi quando....
eravamo piccoli e giocavamo a nascondino
quando pensavamo sempre a giocattoli e verdi prati
quando vivevamo fuori dai problemi, sempre sicuri che mamma e papà ci avrebbero protetto
quando la sera andavamo a letto presto
quando la mattina piangevamo perchè non volevamo andare a scuola
quando la nonna ci portava sempre a spasso
quando volevamo crescere per fare cose da grandi?
M'accorgo che quei tempi son finiti e sembravano non passare mai, con un senso di rabbia e impotenza capisco che non posso tenermi per sempre affetti e persone vicino a me, così guardo la cima alta e mi incammino.
Ora però, voglio tornare piccolo e giocare a nascondino
voglio pensare sempre ai giocattoli e ai verdi prati
voglio vivere fuori dai problemi, sempre sicuro che mamma e papà mi proteggeranno
voglio andare a letto presto la sera
e mettermi a piangere la mattina perchè non voglio andare a scuola
voglio che la nonna mi riporti a spasso ancora una volta
voglio crescere per fare cose da grandi.
eravamo piccoli e giocavamo a nascondino
quando pensavamo sempre a giocattoli e verdi prati
quando vivevamo fuori dai problemi, sempre sicuri che mamma e papà ci avrebbero protetto
quando la sera andavamo a letto presto
quando la mattina piangevamo perchè non volevamo andare a scuola
quando la nonna ci portava sempre a spasso
quando volevamo crescere per fare cose da grandi?
M'accorgo che quei tempi son finiti e sembravano non passare mai, con un senso di rabbia e impotenza capisco che non posso tenermi per sempre affetti e persone vicino a me, così guardo la cima alta e mi incammino.
Ora però, voglio tornare piccolo e giocare a nascondino
voglio pensare sempre ai giocattoli e ai verdi prati
voglio vivere fuori dai problemi, sempre sicuro che mamma e papà mi proteggeranno
voglio andare a letto presto la sera
e mettermi a piangere la mattina perchè non voglio andare a scuola
voglio che la nonna mi riporti a spasso ancora una volta
voglio crescere per fare cose da grandi.
martedì 5 gennaio 2010
L'Infinito
Volo via dal mondo, non c'è più posto qui per me. Il sipario cala su questa vita. Mi sfugge ogni cosa di mano, sono invisibile agli occhi dei più.
Il mio posto è nell'infinito, eterno volare ed ondeggiare in un oblio nero pece, sentendo e vedendo suoni ed immagini dei tempi che furono. La grande giostra sta chiudendo, risa e viaggi che non torneranno mai più. E scivolo rigido in questo infinito oblio, parallelo alla realtà, intrappolato.
Osservo di nuovo i gesti fatti un'era fa, ma da questa angolazione sembrano inutili e futili.
Se solo avessi saputo che sarei andato nell'Infinito! Avrei risparmiato molto, mi sarei dannato di meno. E continuo in questo ondeggiare, oscillare, volare.
Mondo di riflessioni che nell'altra vita nemmeno esistono. Volo solo e rigido, intrappolato, in questo infinito che pur mi piace.
Il mio posto è nell'infinito, eterno volare ed ondeggiare in un oblio nero pece, sentendo e vedendo suoni ed immagini dei tempi che furono. La grande giostra sta chiudendo, risa e viaggi che non torneranno mai più. E scivolo rigido in questo infinito oblio, parallelo alla realtà, intrappolato.
Osservo di nuovo i gesti fatti un'era fa, ma da questa angolazione sembrano inutili e futili.
Se solo avessi saputo che sarei andato nell'Infinito! Avrei risparmiato molto, mi sarei dannato di meno. E continuo in questo ondeggiare, oscillare, volare.
Mondo di riflessioni che nell'altra vita nemmeno esistono. Volo solo e rigido, intrappolato, in questo infinito che pur mi piace.
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