mercoledì 26 agosto 2009

FIGHT CLUB

UN GRANDE COLOSSAL ED UN MIO FILM GUIDA.

da wikiquot.

Tyler mi trova un posto da cameriere, dopodiché c'è Tyler che mi caccia una pistola in bocca e mi dice che il primo passo per la vita eterna è che devi morire. Per molto tempo però io e Tyler siamo stati culo e camicia. La gente sempre a chiedermi se sapevo o no di Tyler Durden.Con la canna della pistola schiacciata in fondo alla gola Tyler dice: «Non moriremo sul serio>

Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta. (cap. 3)
Le cose che una volta possedevi, ora possiedono te. (cap. 5)
La prima regola del fight club è che non si parla del fight club. (ricorrente, cap. 6)
La seconda regola del fight club è che non si parla del fight club. (ricorrente, cap. 6)
Questa è la terza regola del fight club, quando qualcuno dice basta o non reagisce più, anche se sta solo facendo finta, il combattimento è finito. (cap. 6)
Quella che vedi al fight club è una generazione di uomini cresciuti da donne. (cap. 6)
Tyler sotto l'unica luce nell'oscurità del dopo mezzanotte in uno scantinato pieno di uomini, Tyler che snocciola le altre regole: due uomini per combattimento, un combattimento per volta, niente scarpe niente camicia, il combattimento dura finché vogliono i combattenti. (cap. 6)
La settima regola [...] è che se questa è la vostra prima sera al fight club, dovete combattere. (cap. 6)
Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione. (cap. 6)
Sono un ragazzo trentenne e mi domando se un'altra donna è davvero la risposta che mi occorre. (cap. 6)
No dico io, tutto a posto. Puntami una pistola alla testa e pittura le pareti con le mie cervella. Strepitoso, dico io, davvero. (cap. 7)
La scarpetta di vetro della nostra generazione è il preservativo. Te la infili quando incontri uno sconosciuto. Balli tutta notte, poi lo butti via. Il preservativo, voglio dire. Non lo sconosciuto. (Marla Singer, cap. 8)
Non è perché ti ficchi penne nel culo che diventi una gallina. (Tyler Durden, cap. 8)
È solo dopo che hai perso tutto [...] che sei libero di fare qualunque cosa. (Tyler Durden, cap. 8)
La terza regola del fight club è due uomini per combattimento. (cap. 12)
La quarta regola del fight club [...] è un combattimento alla volta. (cap. 12)
La quinta regola è niente scarpe, [...] niente camicia durante il combattimento. (cap. 12)
Solo distruggendo me stesso posso scoprire il più elevato potere del mio spirito. (cap. 14)
Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l'ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori della finestra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare. (cap. 14)
Non c'è niente di statico. Tutto va a pezzi. (cap. 14)[1]
Io sono immondizia e merda e follia per te e questo piccolo mondo del cazzo [...] a te non importa dove vivo o come mi sento o che cosa mangio o che cosa do da mangiare ai miei bambini o come pago il dottore se sto male, sì, io sono stupido e stufo e debole, ma sono sempre e ancore una tua responsabiltà. (cap. 15)
Quello che dice Tyler dell'essere una merda e gli schiavi della storia, così mi sentivo. Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell'Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocarburi in cielo a mangiarsi l'ozono. Aprire le valvole nei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piattaforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comprare e annerire le spaggie della Costa Azzurra che non avrei mai visto. Volevo che il mondo intero toccasse il fondo. (cap. 16)
Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione. (cap. 17)
Quello che devi considerare [...] è la possibilità che a Dio tu non sia simpatico. Potrebbe essere che Dio ti odi. Non è la cosa peggiore che può capitare. (Tyler Durden, cap. 18)
Se il figliol prodigo non avesse mai lasciato casa sua [...] il vitello grasso sarebbe ancora vivo.[2] (cap. 18)
La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno. (cap. 19)
Dobbiamo mostrare la libertà a questi uomini e a queste donne rendendoli schiavi e mostrare loro il coraggio spaventandoli. (cap. 19)
Napoleone si vantava di poter addestrare uomini a sacrificare la vita per un nastrino. (cap. 19)
Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto. (Tyler Durden, cap. 22)
Io sono la merda canterina e ballerina del mondo. (cap. 23)
Io sono il sottoprodotto tossico della creazione di Dio. (cap. 23)
Il suo nome è Robert Paulson[3] e ha quarantotto anni. Il suo nome è Robert Paulson e Robert Paulson avrà quarantotto anni per sempre. (cap. 24)
Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero. (cap. 24)
Noi non siamo speciali. Non siamo nemmeno merda o immondizia. Noi siamo. Noi siamo soltanto e quello che succede succede soltanto. (cap. 30)

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