venerdì 22 gennaio 2010

A MIO NONNO

E mentre si sedeva sulla sedia sospirava come reduce da una grande fatica.
Il peso degli anni si sente, soprattutto per chi, come te, s'è fatto "nu mazz tant".
La fronte tua dice tutto: quante sofferenze hai patito, quante preoccupazioni ti hanno fatto oscillare, quanto freddo e quanto caldo, quanti sogni e quanti incubi hai provato.
Che Dinastia che hai creato! Quanti sacrifici per mantenere cinque figli più signora, senza pensare che lavoravi solo tu, e che lavoro!
I capelli canuti testimoniano l'esperienza e la saggezza che questi anni ti hanno dato.
E nella penombra della cucina, il punto rosso della immancabile sigaretta, si specchia negli occhi calmi e tranquilli, come di un'orso che giunto l'inverno, si rintana per il letargo.
Spero che questo letargo arrivi il più tardi possibile, perchè la tua figura è una guida, è la via giusta nella perdizione, è l'ambizione di chiunque.

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