martedì 16 febbraio 2010

Il Lupo


Sotto la luna splendente l'amico fraterno ululava con gli occhi chiusi e il muso alzato verso il globo cristallino.

Amore ed Odio c'erano nei suo lamenti, ululati lenti e altilenanti, ora forti ora deboli, così deboli da sembrar uggiolii canini.

Immobile e maestoso, tenebroso, eterno angelo nero del mondo. Il folto pelo ombrato lo ricopre, rendendolo alto e rbousto.

Esempio per gli uomini, guardiano della famiglia e del branco, condottiero notturno.

Il canto della creatura squarcia la radura e le foreste, fin su la cima dei monti, avvolgendo il cielo con una cortina di ombre, intimando alla natura di immobilizzarsi e di prestare attenzione alla sua esibizione, prolungando il suono gutturale che riecheggia nell'aria, e che viene trasportato dal vento. La nebbia si assottiglia, gli scoiattoli si rintanano nei tronchi arborei tremando, i cervi corrono via, persino il più prode dei guerrieri stringe l'ascia sentendo il richiamo notturno, il grido alla coscienza, l'invito che l'animale rivolge all'ambiente.

L'oscura creatura osserva la Luna, provando un amore rancoroso, che rivera su di lei, con il suo ululato, sconvolgendo la natura e l'uomo, affermando la sua figura e la sua magia, la sua grandezza e il suo dominio nelle tenebre.

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