Sembra integro ed evitato dall'usura del tempo. Quel vecchio contadino che nel 2011 ancora cerca di vivere nella campagna più selvatica, lontano dalla modernità.
E di tutto il paesaggio, tra gli operai che martellano e le donne che curano l'orto e i cani che vanno in giro in cerca di chissà quale tesoro, o più semplicemente cercano solitudine in un mondo cosi affollato e così lontano da loro, ciò che cattura l'attenzione sono le nuvole bianche che fanno da specchio ad un mondo. Che trascendono i pensieri tanto da assorbirli e da colorarsi dei loro effetti.
Ed ecco che il cielo si dipinge di un arcobaleno fremente di emozioni; si colora di una parte di ognuno, si colora di ogni rimpianto e di ogni gioia delle persone che le guardano.
Ed allora lo vedrete, dritto con le gambe divaricate e le braccia incrociate sulla falce che ora è ferma nel terreno, il contadino, che ascolta il linguaggio della natura e che, con una non nascosta nostalgia, pensa alla gioventù. Pensa e osserva le nuvole, voltato di spalle alla casa, così che par in attesa di qualcosa, ma dopotutto, la maggior parte delle persone aspettano tutta la vita un qualcosa di indefinito, un qualcosa che non li fa dormire la notte, che gli stuzzica le viscere facendole capovolgere di emozione....o di amarezza....o di paura; un qualcosa che somiglia tanto ad un viandante che si aggira per il bosco con una lanterna di notte, e che non riesce a trovare la via per la casa.
Ma come poi è naturale, la falce rimarrà in una vecchia legnana ad arruginire, o destinata a rovinare nella terra, ed il contadino morirà, e chissà.....Forse troverà ciò che aspettava.
Illusi che vi credete sistemati con una famiglia, ma c'è sempre qualcosa in arrivo o in viaggio., c'è sempre quel sibilo continuo e sommesso che esplode in un grido di guerra o in un urlo di dolore, quando stiamo proprio con i nostri cari, quando siamo soli o, molto spesso, quando ci guardiamo allo specchio e vediamo riflessa l'immagine della nostra vita e della nostra possibilità.
Il contadino la sua Possibilità l'ha avuta, ed ha vissuto la sua vita in base ad essa.
Crudele è nascere, non vivere. Ma ci pensi? Nascere è come pianificare un viaggio in un luogo che non si conosce, è come chiedere di sposarsi ad una sconosciuta. Nascere è proprio un invito a sfruttare la propria possibilità, la PROPRIA possibilità.
Lento il marinaio arma la nave e salpa dal porto; il timore lo accompagna in un viaggio verso il buio, ma dopotutto, la sua possibilità l'ha decisa e la vive come vuole. L'immobilismo è una morte preventiva.
E' tutto precario, tutto così in sospeso. Il destino srotola trame così fitte e malvage che spesso prende uno scoramento assai profondo.
E mi vien da ridere vedendo che la vita è astratta; astratta perchè il passato è intangibile, e il presente è già passato. Bisogna lasciare il segno.
Dal tramonto vedo volare nel cielo guerrieri e bandiere. Peggio per voi. A me appare così nitida.
Dopotutto, chi è che non vorrebbe spegnersi nel proprio letto, nella propria casa, acquistata con tanto sacrificio, accanto alla propria moglie, dopo una vita rispettabile?....Io No.
Ed è proprio quando non avremmo più la nostra falce per sradicare e tagliare,
quando non ci saranno più nè contadino nè marinaio, nè castelli nè amici nè mogli nè cani, che ci dovremmo attaccare ai sogni....e credetemi....Sono come le nuvole bianche.....imprendibili e molto alti.
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lunedì 30 maggio 2011
Nuvole Bianche
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