martedì 3 novembre 2009

IO E IL TUTTO

Lasciatemi andare! Inutile trattenermi, non c'è più niente per me qui. Le strade che ho percorso fin da bambino sembrano monotone. Le stesse mura, le stesse case, gli stessi negozi, sembrano un qualcosa d'antiquato.
Piango. No, non credo, ho smesso, non che sia da deboli, ma ho imparato a piangere dentro, ed ogni qual volta che avviene, sento dei brividi scorrere all'interno, brividi che poi scarico sui fogli.
Invidio Leopardi adesso, ed il suo ermo colle, e la sua siepe, che lo costringe ad immaginarsi il suo infinito. Rifletto sulla mia esistenza ed a quella degli uomini tutti. Buio totale.
Immaginare il proprio destino è come incamminarsi bendati per strada.
Non so neanche io cosa scrivere, c'è un cosi intricato intreccio di emozioni che a fatica riesco a parafrasare. E' sera. Penso a Foscolo ed ai grandi poeti. A D'Annunzio, alla sua Ermione, ai loro volti silvani....
Siamo veloci pulsioni che scemano col tempo, destinati a terminare ed a non lasciare alcun segno, ma solo un ricordo che sbiadisce col tempo; si, proprio il tempo...Come vola veloce, sembra un treno che vorresti a volte accelerare,altre volte fermare, e che trascina dietro di sè tutti i tuoi ricordi e molte persone. Mentre tu lo guardi impotente dalla banchina di una sudicia stazione di periferia,per poi girarti ed incamminarti a testa bassa nell'oscurità.
"Chi vuol essere lieto sia,del doman non v'è certezza" diceva DeMedici, e penso che questa frase riassuma il tutto.

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