lunedì 2 novembre 2009

Piove sulla Città

Eterno Scrosciare. Cade. Solo acqua si vede; solo acqua si sente. Scorre. Lesta, lavando via tutto e donando alla città un volto nuovo, luminoso.
Le luci delle auto sembrano brillantini che rotolano, mentre il cielo buio e piangente, chiude la città in una sfera. Le strade sono deserte, tranne qualche uccello che vola smarrito verso qualche pianta per ripararsi. Dai balconi le lenzuola svolazzano inermi dai fili in balia del vento e della pioggia, mentre lo scroscio d'acqua aumenta d'intensità per poi scemare.
Aumenta. Diminuisce. Aumenta. Diminuisce, lasciando sotto di sè ogni cosa bagnata. Tra le nuvole appare il tuo volto, di pioggia fatto, che sorride, ma non a me; guardi al di là. Ed intanto la mia penna accenna a rallentare sul foglio umido, proprio seguendo il ritmo della pioggia, le cui gocce risuonano di mille melodie a seconda dell'oggetto su cui rimbalzano; ora è l'asfalto, ora i tetti, ora le macchine.
Sta finendo, lo sento, sta terminando, e in cuor mio so che quel che c'era da scrivere è già stato scritto.
Il mio pensiero si posa su Leopardi, immaginando che cosa facesse lui in queste sere. Ma un oggetto svolazzante passa davanti la mia finestra. Il lenzuolo liberatosi dal balcone con una folata di vento vola via, libero, come un'anima che lascia il corpo e va verso il cielo dal quale cadono le ultime lacrime, che scendono suonando come note finali che chiudono la melodia.

3 commenti:

  1. sono bellissime tutte e tre. secondo me dovresti fare una raccolta e farle pubblicare. solo un editore cieco non le pubblicherebbe!! sei bravissimo!!

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