Informazioni personali
giovedì 2 dicembre 2010
A Mario Monicelli
I rulli delle pellicole che strisciano graffianti sulle bobine. I fantasmi del passato che gravitano su di te la notte....quella fissazione, quell'arte da riversare sullo schermo, quella paura della staticità, quel continuo creare personaggi....quel continuo rappresentare sogni che si insinuano di notte nel letto, che entrano socchiudendo la porta e vi rimangono, come una folata di aria calda nel gelo dell'inverno. Immaginazione e realtà erano unite, impossibile scinderle. Alzarsi dal letto e chiedersi perchè non si interrompe la scena, vedere morire i tuoi cari e chiedersi perchè è impossibile riavvolgere il nastro. I decenni son volati, gli amici, gli eroi dello schermo sono svaniti, è rimasta solo un'impressione animata su di una pellicola. Quella paura di vedere i titoli di coda del film, di raggiungere troppo presto la fine e di dover sopportarlo ancora cosi a lungo. Il cinema è vuoto e tu sei seduto, di fronte lo schermo enorme, ad osservare con sguardo critico lo svolgimento della storia, ad approvare con smorfie del viso i momenti vissuti, rammaricandosi di non averli saputi girare in un modo diverso, rimanendo estasiato della lunghezza di tutti quegli eventi passati ma che non ricordi nemmeno bene. Sarà il volo dell'aquila che ti saluterà scendendo in picchiata, con il vento che fischia nelle orecchie e girando l'ultimo chack della tua vita, perchè cosi è; quando con la voce ferma e il sorriso griderai:"Stop!" La pellicola finirà e il sole illuminerà il tuo volo scolpendo col fuoco il tuo nome nella storia.
Etichette:
Mario Monicelli,
Massimo Salvati,
morte,
Poesia,
suicidio,
volo
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento