Lascio a voi il compito di porre un titolo.
Lascio a voi la responsabilità di innalzare uno steccato, una cornice impermeabile, capace di svalorizzare un'intera opera.
Lascio a voi il compito di ricalcare dai versi un concetto omogeneo che traspare dall'elaborato.
Chissà se le vostre menti riusciranno a penetrare l'artificiosità ermetica delle parole. A scivolare sui cunei appuntiti delle lettere. A carpire l'essenza semantica.
Lascio i vostri occhi vagare tra le granate e le nebbie fitte del poeta. Tra i suoi rami intricati, e le trame del pensiero cosi contorte da sembrare uno stormo di uccelli in continue evoluzioni.
Ma non potete non osservare la vita. Io ci riesco perfino guardando attraverso un bicchiere da caffè.
Il cielo è cosi piccolo che posso scansarlo con le dita. Sono un gigante con un lungo capello rosso in mano.
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