Son svelte, adesso, le ore
vaghiamo dentro stanze piene di cose abbandonate
e spesso i nostri passi rincorrono il sole che muore.
E se adesso tornassi, col solito passo e la voce, le carezze tanto agognate
Sarebbe come risvegliarsi da un sogno, sarebbe come risvegliare il cuore.
Eppure l'aria non vuole: In grosse volute
il fumo s'alza dalla semioscurità della cucina, come a dire: dove guardate
E' solo il tempo, è stato solo il tempo; Non piangete, prima o dopo s'adda ferma 'o core.
Ma è proprio il nostro, di cuore, che fin troppo gonfio ci manda violente sferzate.
Ed il tempo, ahimè, scappa e si porta via tutto:
E non si vede niente, tante volte. Ho vissuto così tanto passato che adesso pare non esserci
mai stato.
Ma nella sua fuga mette alla prova ogni cosa: i legami, i ricordi e gli oggetti.
A 'do guardamm' non lo so, ma ci sentiamo sbilanciati: Mai come ora la vita s'è fatta seria e
crollano i giganti invincibili, intoccabili.
Ci lasciano, per mancanza di tempo. E noi cosi, incerti sul da farsi, guardiamo dove ci fa più comodo,
in basso, in aria o dietro, ma forse è proprio dietro che guardiamo, consapevoli del nuovo cambio di vento.
Ci allontaniamo, si, ma uniti. E noi pure, ma che dobbiamo fare?
C'è solo tanto buio da illuminare, e tante sono le cose amare.
Ed è da quest'ultima parola che si riparte, dalla sua connotazione attiva e positiva: Amare,
dopotutto è iniziato tutto cosi.
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