Correre mentre il tempo viene scandito dalle lancette di un orologio, in una camera vuota di emozioni passate. Tra i brividi di freddo di una vita incandescente, tra la distanza, la fugacità degli attimi e i giorni lucidi; dietro parole sospese nel cielo.
Inutile che piangi. Tra le tue lacrime vedo un faro che di notte richiama le navi, ora richiama i ricordi che naufragano dentro il tuo mare melmoso. Ti sembrerà di morire ancor prima di aver vissuto, di aver buttato te stessa nello specchio in cui ti osservi ogni mattina. Ripenserai alle serate spese in giro, quando tornavi stanca e ti chiedevi dove andasse a finire il vento che ti soffiava nei capelli mentre ti sussurava alle orecchie le parole che sibilavo tra me e me, seduto sul vortice della mia mente, a districare le trecce che mi immobilizzano.
E sembrerà di volare ma staremo solo cadendo, sembrerà di nuotare ma staremo solo affogando; ma so, che se apro gli occhi, mi accorgerò che starò solo in mezzo al mare, al buio, come un pellegrino nel deserto che accende il fuoco con le fiamme del suo cuore, che parla strano e rimane in silenzio mentre il destino del mondo si compie. Forse questi viaggi mentali ti sembreranno strani, eppure ogni giorno vengo richiamato alla realtà proprio mentre salgo sul mio aereo.
E' il folgore del tuono che si avvicina. La minima goccia di pioggia rimbomba come un eco violento. Ma tu, non la vedrai, starai dall'altra parte, al sole, mentre io ti osservo dall'ombra, come un esiliato, come adesso, seduto sul vortice dei miei pensieri a districare le trecce che mi immobilizzano.
Informazioni personali
domenica 21 novembre 2010
Come Adesso
Etichette:
Come Adesso,
Massimo Salvati,
musica,
Pensieri,
Poesia,
tiromancino
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento