E se ti dicessi che non conta nulla. Che il sole, la luna e gli astri siano solo immagini. Che l'aria che respiri soltanto non è che un fon acceso. E se scoprissi che non esiste alcuna terra, alcun mare, e che perfino questa barca sia solo una tavola di legno...Se tu stesso fossi solo un'ombra, cosa faresti?
Cosi, il marinaio, osservando il mozzo che lamentava e delirava guardando l'orizzonte rosso, mentre il mare si ingrossava e il sole si immergeva nel mare, rispose:
"Bè. Ma come può il mio corpo soffrire per nulla. Soffrire per delle pure e semplici emozioni.
Come posso ridere e piangere? Come può il mio cuore sanguinare al solo pensiero di lei.
Non te la puoi prendere con la vita. Guardaci! Circondati da muri d'acqua, alla ricerca di un fazzoletto di terra che nemmeno esiste sulle carte....Eppure gioiamo. Altre mille persone si suiciderebbero se costrette alla nostra vita....Sei in grado tu di dire se il sole esiste o è finto? Sicuramente scotta, ma chissà se anche lui dentro, nel profondo, si rabbuia e piange.
E il mare. Lo sondiamo, ma non senti come parla? Come sussulta? Come volta faccia all'improvviso? Come avverte e come invita? Non senti forse il suo respiro di notte, che ti sussurra nell'orecchio parole strane....E queste ultime poi, le parole, quale oggetto strano....da semplice nullità si trasformano in un' arma così tagliente da reciderti la testa con un sol colpo, con un sol sibilo.
Ma, fratello mio, scruta l'abisso nero, immergi la testa e ascolta, non s'ode nulla, l'aria manca e la testa scoppia di voci, ti sembrerà di morire e subito estrai la testa dall'acqua traendo un respiro profondo. Senti l'aria che entra? Ecco, ci saranno momenti in cui rimarrai incastrato; condannato a non respirare, assordato dal profondo silenzio cupo degli abissi....Desidererai essere morto piuttosto che agonizzare senza aria.
Lo senti? Questo canto soave e sinistro? Son le sirene di Ulisse, che lo tentavano, lo pregavano di tuffarsi per poi affogare lui e la sua ciurma....Ecco, amico mio, questo è l'amore, o meglio, la sua degenerazione.
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