Quando si è in serata ogni cosa può parlarti. Persino dei segni sul muro fatti chissà da chi, vecchi chissà quanto, potrebbero insegnarti qualcosa. Persino le macchie di caffè impresse su un foglio, ti guardano e sorridono. E le foto, ti salutano, ti osservano e forse dentro pensano: "non ti preoccupare."
Si impara da ogni cosa. Dal respiro lento e stanco di tuo padre, che tra poche ore dovrà rialzarsi; dai libri, che solenni ti sovrastano, e che stasera sono tutti chiusi e ti danno le spalle. E poi la luce, che ti fa vedere ma spesso rivela cose brutte; e poi il buio, che ti copre col manto, ti inabissa con il silenzio, e ti fa fantasticare; ti prende per mano e accompagna i tuoi passi in ogni dove.
Non si può nè vivere eternamente al sole, nè (ahimè) nell'ombra. Serve un equilibrio. Ma non so come tu non faccia ad ignorare questo tremore. Senti? Le case scricchiolano, le porte flettono, e l'aria che circola si insinua nelle fessure creando sibili, sossurri. E chissà, forse le correnti recan con sè le mie parole che scappano dalla finestra e si gettano leste nel vuoto, nel vortice d'aria che ora è da te.
Ma la luna è piena, e scusami ma sono troppo preso. Il suo arpione mi prende dall'ombelico e mi trascina a sè, ed allora ecco, sorrido estasiato. Sono innamorato e lei mi sorride, di rimando, abbassando lo sguardo e si nasconde il viso tra i capelli, con gli occhi grandi che mi sbirciano timidi. Non posso lasciarla andare, altrimenti dovrò aspettare un altro ciclo lunare, un altro mese, altri 28 giorni di tenebra, di notti buie ed uggiose. La desidero e la cerco, tra i palazzi alti e le case che la coprono. La luna la guardano tutti, soprattutto se piena, ma a capirla e a sentirla dentro sono solo io. Volteggio nel cielo e la osservo più da vicino...c'è impresso il tuo volto sopra, allora cerco di carezzarti, ma mentre ti sfioro casco giù, e ritorno a guardarti dal basso, mentre fuggi dal sole, stanca degli occhi penetranti, delle dita puntate e dei dubbi che ti gravitano sopra. E così, con le prime luci del mattino, abbasso gli occhi sconsolato, chiudo le finestre, e mi corico sul letto. In mano ho un tuo capello.
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mercoledì 4 luglio 2012
Moon
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