martedì 13 ottobre 2009

IO,ESTRANEO

In punta di piedi esco dalla scena,mi defilo dalla folla,mi allontano dal frastuono.
L’oscurità,si,l’oscurità sarà mia amica,la solitudine condividerò con me stesso,poiché solo di lui mi fido. L’eco delle chiacchiere futili,delle grida isteriche,degli odi feroci si sente appena. Lento e veloce cammino nel buio,incerto su dove andare,disperato su dove non andare. Per strada non c’è nessuno,nei vicoli bui qualche gatto miagola sinistro. Le luci all’interno delle case sono accese,le famigliole sono riunite. Lo schiocco dei sassi calpestati dalle scarpe risuonano nell’aria,umida ed infame. Non un’anima gira,forse sono tutti nel loro nido di caos,tessendo la loro tela come ragni,costretti,purtroppo per loro,a passare senza far accorgere nessuno della loro presenza come tutte le persone,come tutti quei morti che camminano,che non pensano ad altro che all’apparire,al “divertirsi”. Ma che cosa ne sarà del loro passato? Del loro operato? Del loro ridere e gioire per le cose stupide,del loro lavorare? Nulla… Nulla… Nulla che riecheggi nell’eternità,nulla tranne il ricordo impresso nei loro cari,ma è giusto vivere per rimanere impressi solo nelle menti di chi ci vuole bene? Ed in che modo poi? Come verranno ricordati? Forse per essere stati dei genitori premurosi? Per aver fatto dei bei regali alle festività?
Non signore,continuerò a defilarmi,per lasciare integro ed incontaminato il mio IO illuminato.

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