mercoledì 14 ottobre 2009

Speranza

Corro. Le fiamme dietro di me serpeggiano come rettili minacciosi.
Piango,non odo parole familiari e affettuose,ma grida,colpi di spada,fratelli che abbandonano la via.
Cado.Le forze scemano,l'ombra quasi mi ricopre,sto per soccombere.
Ansimo.Ormai non posso più fuggire,n'è gridare,qualcosa lo impedisce,lentamente quella lama gelida che si chiama rassegnazione penetra il mio petto,e le gambe che prima tentavano di drizzarsi ora restano al suolo,come serpenti incantati dal flauto.
E' buio,ho freddo,solitario resto sull'erba umida che odora di morte.
La mia bandiera brucia,e con lei brucio anch'io,vedendo morire ciò che mi cullò da piccolo e mi fece innamorare da grande.
La Lupa Roma mi guarda dall'alto,mentre io abbasso lo sguardo provando vergogna nell'essere vivo ancora e nell'assistere alla sua profanazione.
Il corpo mi duole,non per le ferite,ma per lo sguardo fisso e deluso che lei usa per torturarmi.
Mille grida strazianti assalgono le mie orecchie,le quali copro con le mani chiudendo gli occhi dal tormento,Perchè non muoio ancora?
Speranza. Parola che nella mia mente buia,risuona come un lampo in una notte burrascosa.
Tolgo le mani dalle orecchie,la maestosa lupa ora mi parla:Speranza. Sibila nel mio orecchio,Speranza. Parola dolce come il seno materno.
Speranza,ancora ripete,Speranza....Io ridevo.
Speranza gridai correndo contro l'orda oscura.
Ormai era giorno,la lupa ululava dietro di me mentre mi precipitavo verso gli immondi barbari,il gladio brandivo come chiave di un nuovo impero,come compito da lasciare ai miei fratelli,il mio sangue di li a poco avrebbe ridonato vita al terreno contaminato e arido.
Speranza gridai al mio ultimo assalto,quando finalmente la luce divenne più forte,il petto mi si scuarciò e caddi supino,assaporando quella sensazione di pace. Speranza,rantolavo mentre osservavo piangendo il mio sangue che rinvigoriva le radici di una nuova gioventù. Speranza, i miei fratelli cacciavano le iene nelle rupi ombrose,mentre la Lupa mi accompagnava nei campi elisi,dai quali osservavo la nuova ed imponente Roma che nasceva.

Nessun commento:

Posta un commento