Immobile al buio. La bocca asciutta e il cuore ansante. L'apatia è tale da voler correre via.
Sembra di essere prigioniero dentro uno squallido dipinto. la smania e l'incertezza mi corrodon l'animo. Se mi affaccio dalla finestra sento la grandeza del mondo e tutto il suo peso, se sto dentro sono come sepolto vivo sotto una coltre spessa di sabbia.
Una macchina sfreccia sull'autostrada, una donna rientra a casa, un bambino guarda la tv mentre la mamma si prepara per andare a letto, un cane sbadiglia dentro la sua cuccia: VITA. Mille sfaccettature e mille modi di vivere differenti; le immaggini mi invadono la mente come tanti tessere di un mosaico. Ma io non sono qui, sotto questo cielo nerastro, in questa città monotona.
Io sono nel bosco, ora su una montagna, ora immerso nel mare blu sulla scia increspata di luce che lascia la luna riflettendosi dentro la distesa d'acqua. Un contadino che vive del suo lavoro, un giovane che sente il suo cuore invece di dar retta ai moralisti: miracolo della vita.
L'artista vive una vita afflitta. La sua felicità è come una fiammella, basta una piccola sensazione, un piccolo movimento che traballa e rischia di spegnersi, proprio quando il lume vien scosso dal vento.
Mi immagino un gabbiano che si staglia sull'orizzonte mentre si tuffa verso il mare irradiato dal sole in cerca di pesce; mi immagino lo scoiattolo che trotterella sui tronchi degli alberi nel fitto del bosco; sarà un lamento che si perderà nella notte, sarà un bacio negato, sarà il gioco di sguardi che finisce quando quella ragazza scenderà dalla metro. Sarà l'arrivo di un nuovo capodanno, sarà l'abbandono di un cane sull'autostrada, o sarà semplicemente la fine.
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