Sotto il cielo nero e la pioggia battente sono dentro una casa, agonizzante.
Il camino è acceso e il fuoco arde, come il mio cuore che urla nel petto dietro un muro di odio.
Sento il calore salire dai piedi, sento la maledetta voglia esplodere. La mia furia è pronta ad abbattersi come mille Aquile nobili che vanno ad arpionare le loro prede, come le frecce scagliate dagli arceri, come un lupo che fiuta il nemico nell'ombra.
Il letto sembra una lastra di marmo, non fa che accentuare le mie sensazioni. Inutile stare fermi. Le dita scorrono frenetiche sulla tastiera.
Sono un lupo e tu sei la mia luna, il mio tormento, la mia dannazione.
Sei come la vetta agognata per gli scalatori, sei la meta ambita da viaggiatori.
Troppe mani su di te, troppi occhi ti hanno osservato, troppe labbra ti han baciato. Vorrei coglierti come una rosa ma ho paura di essere punto dalle tue spine, vorrei metterti il mio cuore in mano e farti sentire come si agita sentendoti vicina.
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