Vedo benissimo attraverso il buio e la luce intermittente dei lampi.
Sento un icebearg crescere nello stomaco e gelare tutto. Gelare i pensieri bollenti come lava,
gelare i ricordi densi come fumo vulcanico.
Il vulcano è in eruzione e tutti scappano, io solo ci vado incontro per affacciarmi nel cratere, e vedere se veramente quel fumo e quella lava, quella paura e quel terrore sono giustificati.
Che noi, che lo spirito che ci aleggia dentro è come un gioco tra innamorati; è un eterno inseguirsi ed evitarsi, un eterno stupirsi e picchiarsi, un eterno odiarsi e un eterno amarsi.
Ora che guardo la notte irradiata dai lampi, il cielo nero rigato dai rivoli di luce, dall'elettricità del mondo, dalla rabbia innata che scricchiola come un mobile vecchio, come le assi sconnesse di un pavimento di legno; desidero camminare sotto la pioggia da solo, tornare come per incanto indietro, viaggiare nel passato e ricucire quei fili che si sono strappati, rispolverare quei quadri impolverati abbandonati chissà dove.....
Sono come la luce flebile di una candela che danza sotto il ritmo del tuo sospiro, sotto il ritmo del tempo che consuma la cera e la spegne, sollevando un sottile filo di fumo bianco che si espande nella casa. Ora è buio e piove, gli occhi inermi nell'oblio lasciano vedere alla mente, accecata di tanti sogni e troppe illusioni.
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