martedì 14 settembre 2010

Ritratto

Occhi nel buio osservano. Dalla vecchia casina sperduta sulle montagne si intravede salire un filo di fumo nero. La tormenta di neve è iniziata. Perfino i lupi restano nelle loro tane al caldo. Nella stanza poco illuminata un vecchio con barba bianca e capigliatura canuta scrive sulla sua pergamena. La legna sibila nel camino, le fiamme emanano la luce che cozza con il buio, formando così una penombra innaturale. Il fischio del vento che viene da fuori sembra accompagnare le parole che scrive l'anziano sulla pergamena.
"Se è vero che il tempo cancella i dolori, per me sembra non passare mai. L'aria mi pare sempre più rarefatta, sento di stare in una clessidra, ma la sabbia che mi scorre striscia fastidiosamente sulle mie ferite, infettandole e facendole risanguinare. Nella mi vita ho vissuto in posti sbagliati.
Sentivo il bisogno di spostarmi perchè il mio posto ideale è qui, tra le vette amiche e i cani fedeli, nei boschi silenti e i gufi cantanti, tra i cervi dormienti e i lupi amanti.
Libero dalle chiacchiere della gente, dai falsi eroi, dai maestri di vita, dai morti viventi che camminano nelle strade.
Qui scambio le notti per i giorni, i lupi per agnelli, gli animali per le persone, la solitudine per la compagnia, il silenzio per una piacevole chiacchierata.
Sento il mio cuore parlare agli alberi ed urlare al vento.
Raccolgo mele mai viste prima, bevo acqua che più buona non c'è.
Mi sento leggero come un sospiro di malinconia, mi libro nel cielo blu baciato dal sole.
Una volta avevo intorno a me persone che facevano domande inutili e poco affidabili, ora ho vicino a me lupi che non parlano, ma che piangono insieme a me di notte, e parlano con me di giorno e mangiano con me, e ridono con me....
Sono riuscito a piangere pensando ad un animale in fin di vita e vedendo un uccello volare via al tramonto, in fuga dall'inverno. Ho imparato cosa vuol dire vivere, vivere e sognare, tanto che a stento distinguo la differenza tra le due cose.
Ho visto mille albe e mille tramonti, tutti diversi tra loro; Ho visto piogge e fulmini, ho visto demoni e angeli, ho visto Aquile e falchi..... Ma mai ho sentito i miei polmoni gonfiarsi d'aria, mai il mio cuore battere così regolarmente e il vento passare tra i miei capelli, dandomi l'impressione di venire accarezzato da una mano invisibile, come adesso!
Eppure, in autunno ho visto i miei amici morire. Gli alberi mi salutarono con un promessa, per poi appassirsi; gli orsi mi abbracciarono e andarono a dormire; Gli scoiattoli cinguettarono qualcosa e si scavarono un buco nel tronco di una quercia; I cervi migrarono a est; Le Aquile risalirono il crinale; I fiumi si ghiacciarono lasciandomi con un sorriso; Ma i lupi mi tennero sveglio di notte, e mi fecero compagnia di giorno; Se nevicava troppo mi portavano delle carcasse di carne....
Ma ora, sento di dovermene andare, il mio tempo qui è finito. Me ne andrò in punta di piedi, in silenzio, spegnendo con un soffio la candela e chiudendo piano la porta."

Qui termina lo scritto. Del vecchio non si seppe più nulla, sparì tra la tormenta a notte fonda, dopo aver baciato i suoi adorati lupi; questi ultimi lo videro incamminarsi verso la montagna più alta, poi più nulla. I lupi iniziarono ad ululare per tutta la notte, e in estate, alcun animale fece ritorno, gli alberi non rifiorirono, gli scoiattoli non uscirono dai tronchi, e gli orsi non tornarono. I ruscelli si prosciugarono e i cervi rimasero ad est.


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