Come il cervo che all'alba alza la testa destatosi dal sonno, il mare sussulta e parla, togliendosi di dosso il manto nero della notte.
Il vento porta alle orecchie parole nuove, che si insinuano nelle orecchie come degli spifferi.
Chissà. Chissà se, quando vedrò il MIO tramonto, riuscirò a sorridere ricordando le cose belle che ho vissuto.
Chissà se sentirò ancora il suono del mare, l'odore dell'erba appena tagliata, il lento e riposante respirare delle montagne.
Come un neonato che con gli occhi chiusi dorme sul ventre materno, io stesso mi attaccherò alla vita, perchè questa è il solo mezzo che ho per morire. Morire per vivere. Io non sono come quei morti viventi, che vivono sprecando la loro possibilità, io muoio per affermare la mia identità, per gridare e graffiare i volti di chi mi deride.
Sarò come un masso che, staccatosi da una montagna, rotola dalla cima al fondo, e nel rotolare attira altri massi a sè, creando una frana, un insieme scalpitante di massi che travolge ogni cosa.
Il sole irradia ogni giorno, persino quello che sembra più buio......... la notte nera cela ogni cosa, portando pensieri e teorie, che prendono forma e vengono scritte, ma spesso non vengon mai rivelate, poichè il sole mattutino le costringe a nascondersi.
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lunedì 29 marzo 2010
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